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Villa Cypris: un raro capolavoro bizantino sul Mediterraneo

Nel gennaio del 1923 il fotografo Roger Dumas arrivò a Cap Martin con la sua macchina e le sue lastre di vetro. Lavorava per il banchiere Albert Kahn, il cui progetto, gli Archives de la Planète, si proponeva di documentare il mondo a colori. Una delle sue autocromie mostra una galleria bizantina sugli scogli, con gli archi aperti sul mare. In un’altra compare, tra le colonne del suo giardino, una donna sulla sessantina.

Cyprienne Douine sotto il pergolato di marmo nel giardino di Villa Cypris, autocromia del 1923

Cyprienne Douine sotto il pergolato del suo giardino, fotografata da Roger Dumas nel 1923. Archives de la Planète, musée départemental Albert-Kahn

 

Quella donna era Cyprienne Douine, e la casa che la sovrastava era Villa Cypris. La sua storia comincia al banco dei corsetti di un grande magazzino parigino. Da lì arriva fino a una regata olimpica, passando per due imperatrici e una goletta costruita per il Kaiser. Oggi la casa, il giardino e la galleria condividono un unico vincolo di tutela. Si estende a ogni gradino, colonna e vialetto, dai cancelli fino alla riva.

Dal banco dei corsetti al mare aperto

Cyprienne nacque Anne Marie Dubernet nel 1857, figlia di un filatore di lana del Lot-et-Garonne. Da giovane vendeva corsetti ai Grands Magasins du Louvre, uno dei grandi magazzini più celebri di Parigi. Il direttore e proprietario, Olympe Hériot, aveva quasi un quarto di secolo più di lei. Quando si sposarono, nel 1887, avevano già due figli, e altri due sarebbero arrivati in seguito.

Quattro anni prima Émile Zola aveva pubblicato la sua versione di questa storia. In Al paradiso delle signore una giovane commessa conquista il cuore del proprietario del negozio, e il romanzo si chiude con la sua proposta di matrimonio. Per Cyprienne, invece, le nozze furono soltanto il primo capitolo.

Olympe Hériot morì nel 1899 lasciandole gran parte del suo patrimonio. Lei lo spese con decisione. Nel 1903 affidò a Hans-Georg Tersling, l’architetto danese del Grand Hôtel du Cap-Martin, la costruzione di un palazzo in rue de la Faisanderie, a Parigi. L’anno seguente acquistò il Katoomba, un grande yacht a vapore che in seguito ribattezzò Salvador.

Tra aprile e giugno del 1904 la figlia Virginie, che non aveva ancora quattordici anni, fece a bordo la sua prima crociera. Con lei c’erano il fratello e sette amici di famiglia. Lo yacht toccò Napoli e Siracusa prima di raggiungere Costantinopoli. Lungo il viaggio la ragazza conobbe Pierre Loti, scrittore e ufficiale di marina, che la accolse a bordo del Vautour, la nave al suo comando. Tornò a casa convinta che sarebbe diventata una navigatrice. Cyprienne, dal canto suo, trasse da quei viaggi un libro, Croisière en Méditerranée, pubblicato nel 1905.

Un capo degno di imperatrici

La trasformazione di Cap Martin era cominciata due anni dopo le nozze di Cyprienne. Fino ad allora il capo era una riserva di caccia passata più volte di mano. Nel marzo del 1889 un facoltoso britannico, Calvin White, lo acquistò per 575.000 franchi oro. Il suo obiettivo era farne una stazione di villeggiatura invernale.

Costa rocciosa di Cap Martin di fronte a Monaco, antica fotografia a colori

Gli scogli di Cap Martin, con Monaco sull’altro lato della baia. Autocromia, Archives de la Planète, musée départemental Albert-Kahn

Il suo architetto fu Tersling. I lavori del Grand Hôtel du Cap-Martin cominciarono nel 1890 sulla punta del capo, e il primo corpo di fabbrica era pronto già nel 1891. La lunga ala ovest ospitò presto gli appartamenti dell’imperatore Francesco Giuseppe d’Austria e dell’imperatrice Elisabetta, la celebre Sissi. Entrambi vi trascorsero diversi inverni negli anni Novanta dell’Ottocento. In seguito gli ammiratori dell’imperatrice le dedicarono sul capo un obelisco disegnato da Tersling. L’iscrizione ricorda le sue serate tra gli scogli, a respirare il profumo del lentisco selvatico.

Fotografia d'epoca del Grand Hôtel du Cap-Martin a Roquebrune-Cap-Martin negli anni Dieci del Novecento

Il Grand Hôtel du Cap-Martin negli anni Dieci del Novecento, l’opera di Tersling sulla punta del capo.

L’altra imperatrice del capo era Eugenia, vedova di Napoleone III. Tersling costruì per lei Villa Cyrnos nel 1892, sul terreno confinante con Villa Cypris. Più a ovest, a cavallo del secolo, re Leopoldo II del Belgio andava riunendo le proprie tenute sulla Riviera. Oggi sono note come Villa Leopolda e Villa Les Cèdres.

Nel 1904 il Domaine privé du Cap-Martin venne lottizzato in terreni edificabili destinati a ville. Cyprienne si assicurò poi il terreno accanto alla villa dell’imperatrice, e l’ex commessa del reparto corsetti si ritrovò un’imperatrice per vicina.

Una casa dal nome di Afrodite

Autocromia d'archivio di Villa Cypris con la lunga scalinata che attraversa il giardino fino al mare

Villa Cypris sopra la lunga scalinata di Mainella che scende verso il mare. Autocromia, Archives de la Planète, musée départemental Albert-Kahn

Chiamò la casa Villa Cypris, un nome che si legge su due livelli. Kypris era un antico epiteto di Afrodite, la dea nata dal mare al largo di Cipro: la «bella Ciprigna» di Dante. Al tempo stesso richiamava il nome della donna che l’aveva fatta costruire.

Il suo architetto, Édouard Arnaud, era anche acquerellista. Le disegnò una villa neobizantina, in uno stile che guardava a Oriente, alle cupole e ai mosaici di Costantinopoli e di Ravenna. Nessun documento spiega questa scelta. I tempi, però, parlano da soli: la casa prese forma negli anni successivi al viaggio di famiglia a Costantinopoli.

La scheda di tutela dello Stato francese indica come committente Madame Douine. Cyprienne però assunse quel cognome solo nel dicembre del 1908, sposando Roger Douine. Quando Raffaele Mainella progettò il giardino, nel 1909, lavorava dunque per una sposa novella.

Mainella e la discesa verso il mare

Mainella arrivò ai giardini dalla pittura. Nato a Benevento e formatosi a Napoli, si era fatto un nome con gli acquerelli di Venezia e della sua laguna. Progettò anche gli interni della villa, come fece a Villa Torre Clementina, sempre a Roquebrune-Cap-Martin. A Villa Cypris compose un’intera collina attorno a un’unica veduta.

Dalla casa una prospettiva centrale precipita verso l’acqua. Una lunga scalinata erbosa, scandita da colonne, scende lungo l’asse tra due scale parallele. Insieme a un ponte conduce a un colonnato coperto sugli scogli. Qui una galleria a chiostro incornicia il mare aperto in una sequenza di archi. È la galleria che Dumas fotografò nel 1923.

Attorno a questo asse Mainella dispose una serie di quinte sceniche. Una loggia alla veneziana si addice a un pittore di Venezia, mentre un giardino olandese ribassato accoglie un lungo canale. L’elemento più teatrale è il pergolato, dove sedici pilastri di marmo sorreggono archi in mattoni pensati per evocare una moschea in rovina. La storica dei giardini Kathryn Bradley-Hole li riconduce alla Moschea-Cattedrale di Cordova.

Madame de la Mer

Galleria a chiostro neobizantina di Villa Cypris sugli scogli in riva al Mediterraneo

La galleria a chiostro a pelo d’acqua, la vedetta di Cyprienne sulla baia.

La galleria aveva anche un altro scopo. Secondo Bradley-Hole, offriva a Cyprienne un punto da cui seguire la figlia che veleggiava nella baia.

Quella figlia, Virginie Hériot, divenne una delle grandi figure dello yachting tra le due guerre. Nel 1921 acquistò il Finlandia, uno yacht a vapore di 85 metri, e vi si trasferì. Due anni dopo lo sostituì con l’Ailée, una goletta in acciaio costruita a Kiel nel 1909 come Meteor IV per il Kaiser Guglielmo II. Viveva a bordo dieci mesi l’anno.

Ai Giochi olimpici di Amsterdam del 1928 Virginie vinse l’oro nella classe 8 metri a bordo della sua Aile VI. Era l’unica donna in un equipaggio di sei. I britannici la definirono la più grande velista del mondo. Il poeta Rabindranath Tagore le diede il soprannome che non l’avrebbe più lasciata: Madame de la Mer.

All’inizio del 1932 una tempesta tra Venezia e la Grecia le costò due costole rotte e una lesione al fegato. Lei, però, rifiutò di riposarsi. Alla regata di Arcachon, quell’agosto, svenne poco prima della partenza ma gareggiò comunque. Sulla linea d’arrivo crollò di nuovo. Morì il giorno seguente a bordo del suo yacht, a quarantadue anni.

Aveva chiesto di essere sepolta in mare. La sua bara finì invece nella tomba di famiglia a La Boissière-École, e Cyprienne sopravvisse alla figlia di tredici anni. Solo nel 1948 il figlio di Virginie esaudì il suo desiderio, affidando la bara al mare al largo di Brest. Un viale di Cap Martin porta il suo nome.

Vivere a Cap Martin

Veduta aerea notturna del Domaine privé du Cap-Martin a Roquebrune-Cap-Martin

Cap Martin di notte, penisola privata tra Monaco e Mentone.

A oltre un secolo di distanza, Cap Martin ha conservato il suo carattere riservato. A parte la strada principale e il sentiero costiero, gran parte della penisola resta chiusa al pubblico. Anche il paesaggio gode di una tutela propria. Dal 1974 Cap Martin è un site classé, il più alto dei due livelli di protezione paesaggistica previsti dalla legge francese. La costa circostante è invece site inscrit dal 1973.

Sotto le ville corre il sentiero costiero, l’antico sentiero dei doganieri oggi intitolato a Le Corbusier. All’estremità occidentale, vicino all’insenatura del Cabbé, il Cabanon di Le Corbusier e la villa E-1027 di Eileen Gray formano il sito di Cap Moderne. Le Corbusier morì nuotando al largo di questa costa nel 1965, e riposa nel cimitero del borgo, più in alto.

Sopra il capo, il borgo medievale di Roquebrune, l’antica Roccabruna, conserva il suo castello millenario. Il comune appartenne ai Grimaldi fino alla metà dell’Ottocento, e Monaco resta il suo vicino più prossimo. Da Villa Cypris lo sguardo corre verso sud-ovest, oltre la baia, fino al Principato. La nostra guida ai luoghi migliori in cui vivere in Costa Azzurra inquadra Cap Martin nel suo contesto. La nostra pagina dedicata a Roquebrune-Cap-Martin raccoglie invece gli immobili attualmente proposti.

Villa Cypris oggi

Residenza principale di Villa Cypris, villa neobizantina a Cap Martin

La residenza principale, la villa neobizantina di Édouard Arnaud che domina il giardino di Mainella.

Un secolo dopo, la tenuta è organizzata per il modo in cui vivono e ricevono le grandi famiglie, entro i limiti imposti dal vincolo. Il terreno si estende su 40.600 m², poco più di quattro ettari, e scende fino alla riva. Accanto alla galleria e al pergolato di Mainella sorgono un belvedere e due cappelle. C’è anche una piscina riscaldata di 20 metri per 6, con spogliatoi e docce. Cinque logge e nove garage completano la proprietà.

Veduta aerea zenitale della piscina riscaldata di Villa Cypris

La piscina riscaldata di 20 metri, vista dall’alto.

La residenza principale offre oltre 1.200 m² distribuiti su cinque livelli, tutti serviti da ascensore. Al piano nobile, un ingresso di rappresentanza conduce a due saloni, a una sala da pranzo e a una loggia aperta su una terrazza affacciata sul mare. Ai piani superiori si trovano otto camere da letto, ciascuna con il proprio bagno. La suite padronale dispone di un balcone privato, e altre quattro suite occupano l’ultimo piano.

Per il tempo libero la casa comprende una spa con sauna e hammam, una palestra, una sala biliardo, un cinema privato e perfino un night club. Cucina, lavanderia, guardaroba per la biancheria e un accesso di servizio separato tengono la gestione della casa distinta dalla vita della famiglia e degli ospiti.

Oltre alla casa principale c’è una dépendance per gli ospiti di circa 215 m². Dispone di una propria suite padronale, di altre due camere e di una camera per il personale. Un edificio separato di circa 165 m² offre inoltre cinque camere per il personale di servizio.

Villa Cypris in sintesi

Posizione
Domaine privé du Cap-Martin, Roquebrune-Cap-Martin, esposizione a sud-ovest

Terreno
40.600 m², poco più di quattro ettari, fino alla riva

Residenza principale
Oltre 1.200 m² su cinque livelli con ascensore, otto camere con bagno privato

Dépendance
Guest house di circa 215 m², alloggio del personale di circa 165 m²

Tempo libero
Spa, palestra, cinema, night club, sala biliardo, piscina riscaldata di 20 × 6 m

Architettura e giardino
Édouard Arnaud, architetto; Raffaele Mainella, giardino e interni

Tutela
Monument historique iscritto dal 1990, all’interno del site classé di Cap Martin

Che cosa comporta il vincolo

Nel settembre del 1990 lo Stato francese ha iscritto Villa Cypris tra i monuments historiques. Il provvedimento tutela la proprietà nella sua interezza, a cominciare da edifici, cancelli e padiglioni. Si estende poi ai giardini con i loro viali, scalinate e giochi d’acqua, alle architetture da giardino, alle opere murarie, alle sculture e agli elementi decorativi. Il giardino ha inoltre una propria scheda nell’inventario nazionale del patrimonio.

In concreto, l’articolo L621-27 del Code du patrimoine impone di informare lo Stato con quattro mesi di anticipo prima di qualsiasi modifica. Quando i lavori richiedono un permesso di costruire o una dichiarazione preventiva, serve anche l’assenso delle autorità competenti in materia di patrimonio. I loro uffici seguono poi il cantiere fino alla conclusione. La manutenzione e le riparazioni ordinarie, invece, non richiedono alcuna autorizzazione.

Anche il contesto gode di una tutela propria. Poiché il capo è un site classé, il pendio boscoso e la riva sotto la villa rientrano a loro volta nella protezione paesaggistica dello Stato. I nostri consigli per ristrutturare una villa in Costa Azzurra illustrano gli aspetti pratici dei grandi lavori nella regione.

Fonti

Ministère de la Culture, Base Mérimée: Propriété dite Villa Cypris (PA00080958)

Ministère de la Culture, Inventaire général: Jardin de la villa Cypris (IA06001330)

Département des Hauts-de-Seine, musée départemental Albert-Kahn: Galerie byzantine du jardin de la villa Cypris, autocromia di Roger Dumas

Ministère des Armées, Cols bleus: Virginie Hériot, une navigatrice au sommet de l’Olympe

Bibliothèque nationale de France, Gallica: Virginie Hériot, une âme à la mer

Kathryn Bradley-Hole: Villa Gardens of the Mediterranean, Aurum Press

Stephen Ong Pin Fine Art: Raffaele Mainella, biografia

Côte d’Azur France: Le Grand Hôtel du Cap

Côte d’Azur France: Monumento all’imperatrice Elisabetta d’Austria

Légifrance: Code du patrimoine, articolo L621-27

Ministère de la Culture: Intervenir sur un immeuble inscrit

Département des Alpes-Maritimes, Randoxygène: Tour du Cap Martin

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