LIQUIDITÀ IMMOBILIARE A MONACO: QUANTO VELOCEMENTE SI VENDONO GLI IMMOBILI DI PREGIO

Il mercato più concentrato d’Europa

Monaco è il più piccolo Stato sovrano con un mercato immobiliare classificato tra i più costosi al mondo. Con una superficie di appena 2,08 km², il patrimonio edilizio è strutturalmente limitato da vincoli geografici e urbanistici che non lasciano margine di espansione significativa. La domanda, al contrario, è internazionale, patrimonialmente concentrata e spesso urgente. Questa asimmetria tra offerta anelastica e domanda persistente determina una dinamica di liquidità senza equivalenti nel panorama europeo.

Nel 2025 l’IMSEE ha registrato 493 transazioni residenziali, in crescita del 5,8% rispetto all’anno precedente, per un valore complessivo stabile attorno ai 5,9 miliardi di euro. Il mercato delle compravendite di immobili esistenti ha raggiunto 429 transazioni, in rialzo del 17,5% su base annua, superando per la prima volta nella storia la soglia simbolica di 3,2 miliardi di euro di controvalore aggregato. Si tratta di numeri che attestano una fluidità notevole per un territorio di queste dimensioni. Ma volume complessivo e velocità di vendita sono grandezze distinte, e nel Principato le forze che le governano sono raramente riscontrabili altrove.

La selezione di immobili disponibili a Monaco riflette uno stock storicamente limitato in un contesto in cui la domanda supera sistematicamente l’offerta. Comprendere i fattori che accelerano o rallentano le transazioni è indispensabile prima di operare in questo mercato, sia come acquirente che come cedente.

I tempi di vendita: cosa dicono i dati e cosa non dicono

A differenza dei mercati anglosassoni, Monaco non pubblica un indicatore standardizzato dei giorni medi di permanenza sul mercato. L’Osservatorio Immobiliare dell’IMSEE censisce volumi di compravendita, prezzi al metro quadro e ripartizioni per quartiere e tipologia, ma non produce una metrica formale di commercializzazione analoga a quella diffusa nei mercati anglosassoni. Le agenzie locali dispongono di dati proprietari interni, non accessibili al pubblico.

Il quadro notarile consente tuttavia di affermare con precisione che, una volta firmato il compromis de vente e versata la caparra confirmatoria del 10% su conto vincolato, la procedura di rogito richiede generalmente dai due ai tre mesi. A differenza del diritto francese, Monaco non prevede un periodo legale di recesso per l’acquirente successivo alla firma del preliminare. Un impegno firmato nel Principato produce efficacia immediata per entrambe le parti, il che concentra e accelera la fase conclusiva della transazione non appena le parti trovano accordo.

Sul campo, gli operatori osservano che gli immobili correttamente posizionati in termini di prezzo nel Carré d’Or, a Monte-Carlo e a Larvotto generano interesse qualificato in tempi rapidi, spesso nel giro di poche settimane dalla messa in commercializzazione. Monte-Carlo da sola ha rappresentato circa un terzo di tutte le compravendite di immobili esistenti registrate nel 2024, confermandosi il quartiere con la maggiore densità transazionale del Principato.

Il profilo degli immobili che si vendono subito

I trilocali e i quadrilocali in ottime condizioni all’interno di edifici di pregio sono quelli che trovano acquirente più rapidamente. Questa realtà è sostenuta dai dati ufficiali: nel 2024, gli immobili con tre o più vani hanno rappresentato oltre il 70% delle transazioni nel nuovo e una quota crescente nelle compravendite di immobili esistenti, secondo l’IMSEE. La riforma del 2020 sulle condizioni di residenza, che impone ai richiedenti di occupare un immobile proporzionato alla composizione del nucleo familiare, ha strutturalmente orientato la domanda verso le unità abitative di medie e grandi dimensioni.

Gli attributi che riducono sistematicamente i tempi di commercializzazione comprendono:

  • Vista mare dai piani medi o alti, in particolare a Larvotto, Fontvieille o con affaccio sul porto
  • Immobile chiavi in mano con rifiniture contemporanee, senza necessità di interventi immediati
  • Posto auto privato, risorsa scarsa nel denso tessuto urbano monegasco
  • Prezzo ancorato a una forbice difendibile rispetto alle transazioni comparabili per edificio e piano
  • Titolo di proprietà e documentazione trasparenti, privi di lacune che potrebbero ritardare la fase notarile

Il segmento ultra-prime, qui definito come gli immobili oltre i 10 milioni di euro, esprime una propria forma di liquidità. L’IMSEE ha rilevato un aumento del 10,6% delle compravendite superiori a 10 milioni di euro nel 2024, e 19 transazioni hanno superato i 20 milioni, il doppio rispetto a un decennio fa.

Cosa rimane sul mercato e perché

Il profilo inverso è altrettanto istruttivo. Gli immobili che ristagnano sul mercato monegasco condividono generalmente una o più caratteristiche: un prezzo iniziale sganciato dai valori notarili recenti, uno stato di manutenzione invecchiato o lavori posticipati, una planimetria poco funzionale con scarsa illuminazione naturale, oppure una collocazione in quartieri a bassa densità transazionale. Le dimensioni ridotte possono giocare contro il cedente: i monolocali e i bilocali hanno visto la loro quota scendere dal 58% delle transazioni nel 2020 al 49% nel 2024, con la domanda che si è spostata decisamente verso tagli più grandi.

Gli immobili proposti a prezzi ambiziosi, non ancorati ai rogiti recenti, non generano offerte. Generano silenzio. E il silenzio in questo mercato può protrarsi per mesi. Gli acquirenti monegaschi e i loro consulenti sono professionisti avveduti: lo scarto tra un prezzo ambizioso e una valutazione sostenibile viene individuato immediatamente.

Disciplina di prezzo e liquidità: un nesso diretto

Con un valore medio delle compravendite di immobili esistenti che ha raggiunto 7,6 milioni di euro nel 2025, rispetto ai 6,0 milioni dell’anno precedente secondo l’IMSEE, e un apprezzamento complessivo di circa il 78% nell’arco dell’ultimo decennio, è comprensibile che i venditori nutrano aspettative ambiziose. Knight Frank prevede una crescita annua di circa il 4% nel Principato, e Sébastien Le Graverend di Balkin Estates ha ricordato che la media trentennale si attesta attorno al 5% annuo.

Ma l’apprezzamento nel tempo non si traduce automaticamente in liquidità in un determinato momento. Un venditore che posiziona il proprio immobile al di sopra del prezzo di mercato realizzabile sacrifica tempo, e il tempo a Monaco ha un costo reale. Un immobile rimasto in commercializzazione sei mesi sopra il suo prezzo di mercato dovrà essere riposizionato al livello corretto comunque, avendo nel frattempo assorbito costi di mantenimento e perso finestre di acquirenti motivati. Partire dal prezzo giusto fin dall’inizio produce quasi sempre risultati netti migliori.

La stagionalità del mercato monegasco

Il calendario delle transazioni a Monaco segue ritmi stagionali ben identificabili, sebbene meno marcati di altri mercati europei legati alle dinamiche scolastiche. Luglio e agosto rappresentano il periodo di minore attività per la sottoscrizione di contratti: molti acquirenti, venditori e consulenti legali sono in vacanza, e il volume delle visite si riduce sensibilmente. Gli immobili immessi sul mercato in questo periodo vedono spesso l’attività reale decollare solo a metà settembre.

La finestra autunnale, da settembre a novembre, è unanimemente riconosciuta come il periodo più attivo per avviare e concludere trattative seriose. Il Monaco Yacht Show, che si tiene ogni anno a fine settembre nel porto Hercule, porta nel Principato decine di migliaia di visitatori con elevato patrimonio personale. Le agenzie immobiliari locali confermano un incremento significativo delle richieste durante e subito dopo il salone. La convergenza di acquirenti internazionali, del clima ideale e del rientro dei consulenti professionali crea le condizioni per decisioni rapide.

La primavera, da aprile a inizio giugno, rappresenta anch’essa una finestra attiva. Il Gran Premio di Formula 1 di maggio genera tuttavia una frizione logistica nella settimana dell’evento, con accessi e disponibilità limitati. Le trattative definite prima del Gran Premio si formalizzano frequentemente nelle settimane successive.

Il vantaggio delle trattative riservate

Una quota significativa delle transazioni più fluide a Monaco non passa mai dai portali di annunci pubblici. In un mercato dove la riservatezza è un’aspettativa di base e il bacino di acquirenti è circoscritto e noto alle agenzie specializzate, le transazioni riservate offrono vantaggi strutturali a entrambe le parti. Il cedente evita la scoperta pubblica del prezzo e le dinamiche reputazionali legate a un immobile che rimane in vetrina senza trovare acquirente. L’acquirente accede a un’offerta che non è contesa dal mercato più ampio.

Il meccanismo è diretto: un’agenzia con un mandato attivo di acquisto contatta un proprietario che potrebbe essere disponibile a una transazione, spesso prima ancora che questi abbia formalizzato la propria decisione di vendere. L’acquirente è già pre-qualificato, la sua liquidità o il suo finanziamento confermati, e le sue intenzioni di residenza stabilite. Quando le parti sono allineate e i documenti sono in ordine, questo processo può andare dal primo contatto al preliminare firmato nel giro di poche settimane. Al vertice del mercato, questo non è l’eccezione; è la modalità operativa dominante.

La prontezza operativa dell’acquirente: la variabile che conta di più

I cedenti che analizzano la liquidità del mercato monegasco si concentrano spesso sulle condizioni di mercato, ma è la prontezza operativa dell’acquirente la variabile più determinante per la velocità di chiusura. Un acquirente senza finanziamento predisposto, con un processo decisionale familiare non risolto o con intenzioni di residenza non definite, introduce una frizione che può ritardare la transazione di mesi o comprometterla del tutto. Le transazioni monegasche coinvolgono frequentemente strutture di private banking, trust o veicoli societari di detenzione che richiedono una preparazione giuridica preventiva. Gli acquirenti che si presentano con la documentazione completa chiudono in tempi significativamente più brevi.

L’intenzione di stabilire la residenza nel Principato è anch’essa un acceleratore pratico. Un acquirente che ha già avviato le pratiche amministrative presso la Direction de l’Habitat e la Sûreté Publique è una controparte più impegnata rispetto a un investitore in fase esplorativa. I venditori percepiscono questa differenza, e gli agenti che rappresentano acquirenti seri la comunicano esplicitamente sin dalle prime fasi della trattativa.

Monaco a confronto con Londra, Ginevra e Parigi

Confrontare la liquidità di Monaco con quella di altri mercati prime europei richiede di accettare che il paragone è strutturalmente imperfetto. Monaco è un’intera giurisdizione, con assenza di imposte sul reddito e un bacino di acquirenti auto-selezionati per criteri molto specifici. Alcune differenze restano comunque illuminanti.

Il Prime Central London attraversa una fase di liquidità compressa. Secondo le ricerche di Savills, circa il 41% degli immobili prime venduti di recente aveva subito almeno una riduzione di prezzo, con uno sconto medio dell’8% rispetto al prezzo iniziale. Gli immobili in commercializzazione da sei a dodici mesi nei quartieri più esclusivi di Londra praticano ora comunemente riduzioni a doppia cifra per concludere la vendita. I prezzi del PCL restano circa il 20,7% al di sotto del picco del 2014 in termini nominali. Per un acquirente straniero su un immobile da 5 milioni di sterline a Londra, le imposte di registro possono raggiungere il 17% del valore, un onere che pesa direttamente sull’appetito transazionale.

Il segmento lusso ginevrino è liquido al livello ultra-prime, ma soggetto a restrizioni cantonali all’acquisto per i non residenti che non esistono a Monaco. Il mercato prime parigiano è caratterizzato da una forte concentrazione della detenzione e da una velocità di rotazione inferiore a quella monegasca su base unitaria. A Monaco, 429 compravendite di immobili esistenti nel 2025 su un patrimonio edilizio di scala limitata rappresentano un tasso di rotazione che pochi mercati comparabili riescono ad avvicinare.

Strategia di uscita: come prepararsi a cedere nel modo giusto

Un venditore con un calendario di uscita definito dovrebbe avviare i preparativi da tre a sei mesi prima della data prevista di immissione sul mercato. Questo implica commissionare una valutazione rigorosa ancorata alle transazioni notarili recenti, risolvere eventuali interventi manutentivi posticipati che offrirebbe all’acquirente margine di negoziazione, e verificare che i documenti di proprietà, le quote condominiali e i verbali dell’assemblea di condominio siano aggiornati e accessibili. I consulenti degli acquirenti esamineranno questi elementi nella fase del preliminare; una lacuna scoperta in ritardo può ritardare o compromettere il rogito.

Il posizionamento di uscita più efficace combina un prezzo realistico, un immobile in condizioni impeccabili e un accesso simultaneo al mercato aperto e alla rete riservata. In termini pratici, questo significa affidarsi a un’agenzia con una rete documentata di acquirenti attivi e pre-qualificati, piuttosto che puntare esclusivamente sulla presenza sui portali. La capacità di presentare un immobile a dieci acquirenti verificati in via riservata, prima di qualsiasi pubblicazione pubblica, rappresenta un concreto vantaggio di liquidità in un mercato dove l’universo totale di potenziali acquirenti è relativamente circoscritto.

Nota sul contenuto di questo articolo

Questo articolo tratta delle dinamiche di mercato e dei comportamenti transazionali così come riportati da fonti ufficiali e pubblicate. Non costituisce consulenza legale, fiscale o in materia di investimenti. Per orientamenti specifici relativi a strutture di detenzione, procedure di residenza o trattamento fiscale, è necessario rivolgersi a professionisti qualificati nella giurisdizione competente.

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Fonti